Il cambiamento climatico rappresenta una sfida urgente e pressante con eventi metereologici estremi sempre più frequenti e intensi, come tempeste, inondazioni, incendi boschivi e siccità, che producono enormi danni economici e mettono a dura prova le risorse pubbliche e private. Nonostante i progressi nella scienza e nella tecnologia, la previsione esatta di calamità rimane limitata. Sono dunque essenziali interventi per la mitigazione dei rischi catastrofali attraverso investimenti in infrastrutture resilienti, sistemi di allerta precoce e pianificazione del territorio. È inevitabile e necessario un intervento culturale atto ad instillare il germe della prevenzione a tutti i livelli politici, amministrativi e sociali; la pianificazione del territorio rimane forse lo strumento principe per prevenire e contrastare gli eventi catastrofali purtroppo sempre più frequenti: evitare di concedere permessi a costruire in zone alluvionali, spingere sulla riqualificazione sismica degli edifici esistenti, incentivare in tutti i modi possibili il riuso e la riqualificazione del costruito fermando il consumo di territorio che comporta inevitabilmente l'impermeabilizzazione del terreno. Sono solo alcune delle buone pratiche che è possibile, sin da subito, porre in essere. In un ultimo, ma non per questo meno importante, l’intervento pubblico e l'assicurazione privata devono combinarsi per supportare la ricostruzione e migliorare la resilienza delle comunità. L'Italia ha introdotto da inizio 2024 un'obbligatorietà assicurativa contro eventi calamitosi, come sismi, alluvioni, frane e inondazioni (nell'immagine qui sotto l'inondazione dell'Emilia Romagna nel maggio del 2023 che ha duramente colpito gli insediamenti produttivi).1. L’emergenza climatica
L'Italia è uno dei paesi europei più vulnerabili alle calamità naturali come terremoti, alluvioni e frane. Nonostante l'alta esposizione ai rischi, il settore assicurativo del ramo danni è ancora poco sviluppato, con un significativo divario di protezione (insurance protection gap).
2. Azioni per la mitigazione dei rischi, la ripresa e la resilienza
3. L’insurance protection gap
Bassa penetrazione assicurativa: solo il 3,4% delle microimprese sono coperte contro le alluvioni e l'8,4% contro i terremoti.
Per le piccole imprese, le percentuali salgono al 28,2% per le alluvioni e al 32,2% per i terremoti.
Comparazione internazionale: L'Italia è settima nell'OCSE per i premi del ramo vita (4,9% del PIL) ma solo venticinquesima nel ramo danni (1,9% del PIL), contro una media di Francia al 4,6%, Germania al 3,9%, e Spagna e UK al 2,9%.
Perdite non assicurate: Nel 2023, su 250 miliardi di dollari di perdite globali da catastrofi naturali, solo 95 miliardi erano assicurati.
In Europa, le perdite ammontano a 83 miliardi di dollari, con solo 17 miliardi assicurati, circa un quinto delle perdite catastrofali.
In Italia, le perdite degli ultimi dieci anni sono pari a 35 miliardi di dollari. L'Italia, dopo la Grecia, ha il più ampio divario tra il rischio di calamità naturali e il grado di copertura assicurativa attivato. 4. La nuova legislazione italiana contro le catastrofi


Al momento solo per le imprese è previsto l'obbligo (entro il 31.12.2024) di stipulare contratti di assicurazione per coprire i danni subiti a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali: l'inadempimento comporta sanzioni variabili dai 100.000 Euro fino al 1.000.000 di Euro e l'esclusione da contributi e agevolazioni finanziarie pubbliche. Le imprese di assicurazione non possono sottrarsi dall'obbligo a contrarre, con sanzioni amministrative in caso di inadempimento. I lavori per la stesura del decreto di attuazione sono in corso presso il MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), con il contributo tecnico dell'IVASS, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni.
5. Il decreto attuativo di MEF e MIMIT


Alcuni aspetti chiave includono: Definire con attenzione gli eventi calamitosi e catastrofali oggetto di copertura. Considerare le diverse esposizioni territoriali e il relativo costo della copertura. Assicurare la solvibilità delle compagnie di assicurazione attraverso la riassicurazione privata e il supporto di SACE (il gruppo assicurativo-finanziario italiano direttamente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) La diffusione delle assicurazioni contro le calamità naturali può contribuire ad aumentare la resilienza delle comunità. Se opportunamente incentivata, si verrà a creare una rete di protezione collettiva che può incoraggiare investimenti in aree a rischio, facilitare e velocizzare la ripresa economica dopo una catastrofe e ridurre il peso sui servizi e sulle risorse pubbliche.
Conclusioni


